Rifiuti ospedalieri trattati

Costituiscono il 25-30% del totale dei rifiuti ospedalieri, provengono dalle sale operatorie e medicazioni, laboratori biologici, reparti di malattie infettive, servizi di anatomia e istologia, dialisi, sale parto, farmacia.
Sono composti da residui di medicazioni, residui patologici, materiali taglienti infetti (vetri, aghi, siringhe, ecc.), sangue e prodotti del sangue (plasma, siero), liquidi biologici, farmaci scaduti.
I rifiuti ospedalieri trattati devono essere raccolti in contenitori di cartone resistente il cui involucro interno è costituito da un film di polietilene ad alta densità. I contenitori prima dell'allontanamento dal reparto vengono condizionati mediante trattamento con agente sterilizzante. Lo smaltimento finale viene effettuato da aziende specializzate che provvedono al loro ritiro ed incenerimento.

Il rischio biologico è determinato dalla presenza, nei rifiuti, di microrganismi in grado di infettare i lavoratori addetti a qualsiasi fase della catena di raccolta e smaltimento.
Il rischio infettivo è legato solo ad alcuni tipi di rifiuti speciali ospedalieri quali i rifiuti microbiologici, i rifiuti patologici (tessuti, organi, ecc.), il sangue e derivati, i taglienti, le carcasse di animali e parti anatomiche, prodotti che vengono in gran parte sterilizzati prima dello smaltimento. Non è poi sufficiente che un rifiuto sia contaminato da microrganismi patogeni per indurre infezione in quanto è necessaria la concomitanza di altre condizioni, quali la dose infettante, la virulenza del germe, la via di penetrazione, ecc.
I rischi di natura infettiva sono essenzialmente conseguenti a ferite da taglio o da punta che interessano prevalentemente le mani, gli avambracci e gli arti inferiori. Questi infortuni possono avere diverse cause:
manipolazione poco attenta del rifiuto, effettuata senza l'ausilio di dispositivi di protezione individuali,
utilizzo di contenitori non adeguati per dimensioni, resistenza, impermeabilizzazione, chiusura,
applicazione di tecniche scorrette di condizionamento.
Il rischio chimico è dovuto alla presenza nei rifiuti di sostanze chimiche derivanti dall'attività ospedaliera.
Fra i composti più frequentemente presenti nei rifiuti ospedalieri si possono ricordare i disinfettanti (aldeidi, alcoli, fenoli, ammonio quaternario, ecc.) e i farmaci, con particolare attenzione per quelli antitumorali.

Nella movimentazione dei contenitori per i rifiuti è anche presente un rischio di origine traumatica.


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Gestione reflui e rifiuti

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Rifiuti ospedalieri trattati